Per scegliere tra ambulanza, taxi sanitario e auto propria conta una cosa sola: come sta la persona da trasportare, non quanto è lungo il viaggio. Se riesce a stare seduta e a salire con un aiuto normale, l'auto di famiglia può bastare. Se sta seduta ma non cammina, serve un trasporto in sedia o carrozzina, quello che molti chiamano taxi sanitario. Se non mantiene la posizione seduta o deve viaggiare distesa, serve l'ambulanza con barella. Qui sotto trovi i criteri per capire in quale caso ti trovi, e cosa si rischia a sbagliare.
In questa guida:
Le definizioni servono, perché i nomi si usano in modo confuso e questo genera telefonate sbagliate e visite rimandate.
Il taxi sanitario non ha nulla a che vedere con il taxi che si chiama in stazione. Il conducente di un taxi ordinario non è tenuto ad assistere il passeggero, non ha formazione sulla movimentazione e il mezzo non è attrezzato per una carrozzina.
| Auto propria | Taxi sanitario | Ambulanza | |
|---|---|---|---|
| Per chi | Persona autonoma o quasi | Sta seduta ma non cammina | Non sta seduta o viaggia distesa |
| Posizione | Seduta sul sedile | Seduta, anche in carrozzina | Distesa sulla barella |
| Personale | Solo il familiare | Operatori formati | Equipaggio formato al soccorso |
| Scale senza ascensore | Problema serio | Sedia saliscale a cingoli | Sedia saliscale o barella |
| Presidi sanitari | Nessuno | Nessuno | Ossigeno e presidi a bordo |
| Accompagnatore | Sì | Sì | Sì, a bordo |
| Impegno per la famiglia | Tutto sulle vostre spalle | Solo aprire la porta | Solo aprire la porta |
Diciamolo chiaramente, anche se organizziamo trasporti: in molti casi la macchina va benissimo, ed è inutile spendere per un servizio che non serve. L'auto è adatta quando la persona:
In questi casi il consiglio è pratico: parcheggia il più vicino possibile all'ingresso, fatti aiutare da una seconda persona per salita e discesa, e porta con te una carrozzina pieghevole se la struttura è grande, perché i corridoi degli ospedali sono lunghi e la stanchezza arriva prima di quanto si pensi.
È la fascia intermedia, la più fraintesa, e riguarda moltissime famiglie. La persona sta seduta ma non cammina, o cammina pochissimo: dopo una frattura, con una gamba ingessata, in carrozzina stabilmente, o semplicemente troppo debole per affrontare scale e corridoi.
Qui l'auto diventa una fatica sproporzionata e rischiosa, ma l'ambulanza con barella è sovradimensionata. Il trasporto in sedia risolve il problema vero, che quasi sempre non è la strada ma i primi dieci metri: uscire di casa, scendere le scale, arrivare al mezzo. Con la sedia saliscale elettrica a cingoli si scendono anche quattro piani senza ascensore, in sicurezza, senza che nessuno sollevi nulla.
L'ambulanza con barella diventa necessaria quando la persona:
Come funziona il servizio, dalla stanza del reparto al letto di casa, lo abbiamo spiegato nella guida dedicata al trasporto in barella. Se invece la dimissione riguarda una persona non autosufficiente, leggi anche come funziona la dimissione protetta in Sardegna, perché in alcuni casi il percorso pubblico copre anche il rientro.
È il punto su cui c'è più confusione, e vale la pena essere netti: il 118 è il servizio di emergenza e si chiama solo quando c'è un pericolo in atto, come un malore improvviso, un trauma, una difficoltà respiratoria.
Non si chiama per accompagnare qualcuno a una visita, per una dimissione programmata o per un ricovero concordato. Non è una questione di regolamenti: un'ambulanza impegnata in un accompagnamento è un'ambulanza che manca a chi sta male davvero. Per i viaggi programmati esistono i trasporti sanitari dedicati, pubblici dove previsti e privati negli altri casi.
ALPHA è un'organizzazione di volontariato di Olbia e opera in tutta la Gallura, da Arzachena a Tempio, da Palau a La Maddalena, con le tratte lunghe verso Sassari, Nuoro e Cagliari. Al telefono facciamo sempre le stesse tre domande: riesce a stare seduto, come si esce di casa, dove deve andare. Bastano per capire quale mezzo serve.
Se dalla risposta emerge che ce la fate con la vostra auto, ve lo diciamo: è successo molte volte e continuerà a succedere. I trasporti sono svolti dai volontari e il servizio vive grazie ai contributi liberali di chi sceglie di sostenere l'associazione, che coprono le spese vive come carburante, manutenzione dei mezzi e dispositivi sanitari. Al primo contatto ti spieghiamo tutto con chiarezza, prima di ogni conferma.
L'ambulanza è un mezzo attrezzato con barella e presidi sanitari, con personale formato a bordo, e serve a chi deve viaggiare disteso o ha bisogno di assistenza. Il taxi sanitario accompagna chi riesce a stare seduto, anche in carrozzina, e non necessita di assistenza sanitaria: cambia il mezzo, cambia il personale e cambia l'impegno organizzativo.
Sì, se riesce a stare seduta, a salire e scendere con un aiuto normale e non ha presidi o condizioni che richiedono assistenza. L'auto smette di essere adatta quando per farla salire servono due persone che la sollevano, quando scivola dal sedile, quando ha catetere, ossigeno o medicazioni da gestire, o quando il medico ha indicato il viaggio in posizione distesa.
Non esiste un obbligo di legge per il cittadino che sposta un familiare. L'ambulanza diventa necessaria quando la persona non mantiene la posizione seduta, deve viaggiare distesa per indicazione medica, ha bisogno di ossigeno o monitoraggio, oppure quando la struttura sanitaria richiede espressamente un trasporto assistito.
Un taxi ordinario può trasportare una persona autonoma che sta seduta e sale da sola, ma non è attrezzato per carrozzine, non ha personale formato alla movimentazione e il conducente non è tenuto ad assistere il passeggero. Per chi ha difficoltà motorie serve un trasporto sanitario.
I rischi concreti sono la caduta durante il trasferimento dall'abitazione all'auto, che è il momento più pericoloso, il peggioramento di fratture o ferite se la posizione non è corretta, e infortuni alla schiena per chi solleva. In caso di problemi durante il viaggio, in auto non c'è nessuno in grado di intervenire.
La domanda decisiva è se la persona riesce a stare seduta in autonomia per tutta la durata del viaggio. Se sì, di solito basta un trasporto in sedia o carrozzina. Se no, serve la barella. Nel dubbio descrivi la situazione al telefono: bastano pochi minuti per capirlo, ed è gratis.
Raccontaci come sta la persona e da dove deve uscire: ti diciamo se basta la vostra auto, se serve il trasporto in sedia o se ci vuole la barella. Senza impegno, attivi 24 ore su 24.
Leggi anche: Come trasportare un anziano che non cammina · Il trasporto in barella, spiegato · guida completa al trasporto sanitario in Sardegna