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Ambulanza privata o 118? Quando serve l'una, quando l'altro

La regola è una sola: il 118 si chiama quando c'è un pericolo immediato, l'ambulanza privata quando il viaggio è programmato o programmabile. Se una persona sta male adesso, se ha dolore al petto, se non respira bene, se è caduta e non si muove, si chiama il 118, sempre e senza esitare. Se invece deve andare a una visita, tornare a casa dopo un ricovero o raggiungere un altro ospedale per un controllo, quello è un trasporto sanitario da organizzare, non un'emergenza.

Se stai leggendo questa pagina mentre qualcuno sta male in questo momento, smetti di leggere e chiama il 112 o il 118. Nel dubbio si chiama sempre: nessuno ti rimprovererà mai per aver chiesto aiuto.

In questa guida:

  1. La differenza in due righe
  2. Quando chiamare il 118
  3. Quando serve il trasporto programmato
  4. La tabella dei casi concreti
  5. Cosa dire quando chiami il 118
  6. I due errori più comuni
  7. Domande frequenti

La differenza in due righe

Sono due servizi diversi, con scopi diversi, e confonderli crea problemi in entrambe le direzioni.

Detto in modo pratico: il 118 risponde a un'emergenza che non hai scelto, il trasporto privato organizza uno spostamento che sapevi di dover fare.

Ambulanza ALPHA davanti all'ingresso del Pronto Soccorso dell'ospedale di Olbia
Stesso mezzo, due mondi diversi: al Pronto Soccorso ci si arriva col 118 in emergenza, oppure con un trasporto programmato per un ricovero o una dimissione.

Quando chiamare il 118

Chiama subito il 112 o il 118, senza pensarci due volte, quando compare anche uno solo di questi segnali:

In queste situazioni non si valuta, non si cerca un'alternativa e non si chiama prima il medico di famiglia per un parere. Si chiama il 118 e si resta in linea. Se sai fare le manovre di rianimazione, l'operatore ti guiderà: chi ha fatto un corso BLSD in questi minuti fa davvero la differenza.

Quando serve il trasporto programmato

Il trasporto sanitario privato copre tutto ciò che è previsto e organizzabile:

La differenza pratica sta anche nel servizio: un trasporto programmato prevede l'orario concordato, il tempo per uscire di casa con calma, la sedia saliscale per le scale, un familiare a bordo e l'accompagnamento fino alla poltrona. Cose che in emergenza, giustamente, non esistono, perché lì conta solo la rapidità.

Due operatori ALPHA con la barella nel corridoio dell'ospedale durante un trasporto programmato
Nel trasporto programmato il tempo c'è: si arriva prima dell'orario, si aspetta che la lettera di dimissione sia pronta, si esce con calma.

La tabella dei casi concreti

SituazioneChi chiamare
Papà è caduto e non riesce ad alzarsi, ha male all'anca118, è un trauma
Mamma ha dolore al petto da mezz'ora118, subito
Papà viene dimesso domani e non camminaTrasporto programmato
Visita cardiologica a Sassari fra tre giorniTrasporto programmato
Nonna respira male e sta peggiorando adesso118
Dialisi tre volte a settimanaTrasporto programmato ricorrente
Ricovero programmato lunedì mattinaTrasporto programmato
Persona confusa, non risponde come al solito, da poco118
Controllo post operatorio fra una settimanaTrasporto programmato
Trasferimento a un altro ospedale deciso dai medici durante il ricoveroLo organizza la struttura

La domanda da farsi è semplice: questa cosa può aspettare domani? Se la risposta è no perché la persona sta male adesso, è il 118. Se la risposta è sì, o addirittura la data è già segnata sul calendario, è un trasporto da organizzare.

Cosa dire quando chiami il 118

La chiamata dura meno di quanto si pensi, e le domande dell'operatore servono a mandare il mezzo giusto. Rispondi in questo ordine:

  1. Dove: indirizzo preciso, piano, e un riferimento per trovare il posto, perché in campagna o nelle zone turistiche della Gallura il navigatore a volte non basta;
  2. Cosa è successo, in poche parole;
  3. Come sta la persona: è cosciente, respira, risponde;
  4. Età e patologie note, e i farmaci che assume;
  5. Il tuo numero di telefono, per essere richiamato.

Poi resta in linea finché l'operatore te lo dice. Nel frattempo, se puoi, manda qualcuno ad aprire il portone e libera il percorso: sono minuti guadagnati. E se in casa o nel locale c'è un defibrillatore, fallo prendere da un'altra persona mentre tu resti accanto al malato: come si usa un DAE lo spieghiamo nella guida dedicata, ed è più semplice di quanto si creda.

I due errori più comuni

Primo errore: chiamare il 118 per un accompagnamento. Succede spesso in buona fede, di solito il giorno delle dimissioni, quando la famiglia si accorge all'ultimo che il genitore non entra in macchina. La centrale non può inviare un mezzo di emergenza per un trasporto programmato, e la giornata salta. Il rimedio è banale: chiamare un servizio di trasporto appena si conosce la data, anche senza orario preciso.

Secondo errore, più grave: non chiamare il 118 per non disturbare. Lo sentiamo dire spesso, «non volevamo esagerare». Davanti a dolore al petto, difficoltà respiratorie o segni di ictus, aspettare è il rischio vero. Il 118 esiste esattamente per questo, e valutare la gravità è compito dell'operatore, non vostro.

Nel dubbio tra chiamare e non chiamare, chiama. Sarà la centrale a dirti se serve un mezzo o se puoi organizzare il trasporto con calma.

Il trasporto programmato a Olbia e in Gallura

ALPHA è un'organizzazione di volontariato di Olbia e si occupa esattamente della seconda categoria: i viaggi che non sono emergenze. Operiamo in tutta la Gallura, da Arzachena a Tempio, da Palau a La Maddalena, con le tratte lunghe verso Sassari, Nuoro e Cagliari, e siamo raggiungibili 24 ore su 24 anche nei festivi.

Se non sai se il caso richiede la barella o basta la sedia, il confronto tra ambulanza, taxi sanitario e auto propria aiuta a orientarsi, mentre nella guida completa al trasporto sanitario in Sardegna trovi tratte, tempi e modalità di prenotazione. I trasporti sono svolti dai volontari e il servizio vive grazie ai contributi liberali di chi sceglie di sostenere l'associazione, che coprono le spese vive come carburante, manutenzione dei mezzi e dispositivi sanitari. Al primo contatto ti spieghiamo tutto con chiarezza, prima di ogni conferma.

Domande frequenti

Quando si chiama il 118 e quando l'ambulanza privata?

Il 118, oggi raggiungibile anche tramite il numero unico europeo 112, si chiama quando c'è un pericolo immediato per la vita o la salute: malore improvviso, dolore al petto, difficoltà a respirare, trauma, perdita di coscienza, sospetto ictus. L'ambulanza privata serve per i viaggi programmati o programmabili, come visite, terapie, dimissioni, ricoveri e trasferimenti, quando la persona non è in pericolo ma non può spostarsi con mezzi ordinari.

Posso chiamare il 118 per andare a una visita?

No. Il 118 è il servizio di emergenza territoriale e interviene solo quando c'è un'urgenza sanitaria in atto. Non può essere usato per accompagnamenti, visite programmate, terapie o dimissioni concordate. Un'ambulanza impegnata in un accompagnamento non programmato è un mezzo che manca a chi ha una vera emergenza.

Chi decide se mandare l'ambulanza quando chiamo il 118?

La centrale operativa. L'operatore raccoglie le informazioni, attribuisce un codice di priorità in base alla gravità e decide quale mezzo inviare, che può essere un'ambulanza di base, una medicalizzata o l'elisoccorso. Per questo è importante rispondere con calma alle domande: servono a mandare la risposta giusta, non a perdere tempo.

Cosa devo dire quando chiamo il 118?

In ordine: dove ci si trova, con indirizzo preciso e riferimenti utili a trovare il posto, cosa è successo, le condizioni della persona, se è cosciente e se respira, quanti anni ha e se ha patologie note. Poi resta in linea e segui le istruzioni dell'operatore, che può guidarti nelle manovre di primo soccorso mentre il mezzo è già in viaggio.

Il 118 è gratuito e l'ambulanza privata no?

Il soccorso in emergenza tramite 118 è a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Il trasporto sanitario programmato invece è di norma organizzato dalla famiglia, salvo i casi in cui il percorso sia coperto dal servizio pubblico, come alcuni trasferimenti tra ospedali decisi dai medici durante un ricovero.

Se chiamo il 118 ma non era un'emergenza, cosa succede?

Nessuno viene sanzionato per una chiamata fatta in buona fede: nel dubbio su una situazione che sembra grave è sempre giusto chiamare. Il problema riguarda le richieste di accompagnamento consapevolmente non urgenti, che sottraggono mezzi alle emergenze reali. In quei casi la centrale indirizza verso il trasporto sanitario programmato.

Il viaggio è programmato? Ci pensiamo noi

Visite, dimissioni, terapie ricorrenti e trasferimenti: organizziamo il trasporto con barella o sedia saliscale, dal letto al letto. Per le emergenze, invece, il numero è sempre il 112 o il 118.

Leggi anche: Trasporto notturno e festivo in Sardegna · Ambulanza, taxi sanitario o auto propria? · Come trasportare un anziano che non cammina · guida completa al trasporto sanitario in Sardegna

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