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Primo soccorso e DAE a scuola: la guida per dirigenti, docenti e famiglie

Una scuola è il luogo in cui centinaia di persone passano sei ore al giorno, tra palestra, cortile, mensa e scale. Se una di loro cade a terra senza respirare, i primi minuti li gestisce chi è lì: un docente, un collaboratore, un compagno di classe. Il primo soccorso a scuola serve esattamente a questo: far sì che quei minuti non passino in attesa dell'ambulanza, ma con le mani già al lavoro. In questa guida trovi cosa prevede la legge, chi va formato, dove va messo il DAE e come si organizza un corso in istituto senza stravolgere l'anno scolastico.

Settembre è il mese giusto per pensarci: il piano dell'offerta formativa si scrive adesso, il personale è tutto presente e un corso di 5 ore in una giornata di programmazione copre l'intero istituto per i due anni successivi.

In questa guida:

  1. Perché il primo soccorso a scuola non è un optional
  2. Cosa dice la legge: 81/2008, 107/2015 e 116/2021
  3. Chi va formato: docenti, personale ATA, studenti
  4. Studenti: da che età e cosa imparano
  5. Il DAE a scuola: dove, chi lo gestisce, come si mantiene
  6. Come si organizza il corso in istituto
  7. Domande frequenti

Perché il primo soccorso a scuola non è un optional

L'arresto cardiaco improvviso non riguarda solo gli anziani: colpisce anche ragazzi apparentemente sani, spesso durante l'attività fisica, per cardiopatie che nessuno conosceva. E a scuola le altre emergenze sono ancora più frequenti: un bambino che si strozza con la merenda, una crisi convulsiva, un trauma in cortile, una reazione allergica in mensa.

Il dato che conta è uno: senza rianimazione, ogni minuto che passa riduce sensibilmente le probabilità di sopravvivenza, mentre le compressioni toraciche iniziate subito da chi è presente, seguite dal DAE, possono raddoppiarle o triplicarle. In una scuola di Olbia o dell'entroterra gallurese l'ambulanza del 118 può impiegare dieci, quindici minuti ad arrivare: sono minuti che appartengono a chi è già lì.

Una studentessa pratica le compressioni toraciche su un manichino durante un corso di primo soccorso a scuola
Le mani sul manichino valgono più di un'ora di teoria: a scuola il corso è quasi tutto pratica.

Cosa dice la legge: 81/2008, 107/2015 e 116/2021

Tre norme diverse si intrecciano, e conviene tenerle distinte perché rispondono a domande diverse:

Tradotto: il personale deve essere formato, gli studenti dovrebbero, e il DAE, dove c'è, lo può usare chiunque. Le scuole che fanno bene le tre cose insieme sono quelle in cui, quando succede, qualcuno sa cosa fare.

Chi va formato: docenti, personale ATA, studenti

La domanda che riceviamo più spesso dai dirigenti è «quante persone devo formare?». La risposta onesta è: più di quante ne richieda il minimo di legge. Gli addetti designati sono spesso due o tre per plesso, ma il malore capita in palestra alle 8 di mattina quando l'addetto è nell'altra sede. Il criterio pratico è la copertura: in ogni orario e in ogni edificio deve esserci almeno una persona formata a portata di voce.

Studenti: da che età e cosa imparano

Il programma internazionale Kids Save Lives, sostenuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dallo European Resuscitation Council, indica i 12 anni come età ideale per iniziare a insegnare la rianimazione, con due ore di pratica l'anno. Non è un caso: a quell'età i ragazzi hanno la forza per compressioni efficaci e la maturità per capire quando servono.

Prima dei 12 anni non si insegna a rianimare, ma si insegna comunque molto:

L'esperienza in aula ci dice una cosa che i dirigenti sottovalutano: i ragazzi portano a casa quello che imparano. Un quattordicenne che ha fatto due ore sul manichino sa cosa fare se il nonno cade in cucina. È il moltiplicatore più potente della formazione scolastica.

Due studentesse simulano un malore durante il corso: una controlla la compagna distesa sul materassino
La simulazione tra compagni è il modo più efficace per imparare: la paura del primo intervento si consuma in aula, non davanti a un'emergenza vera.

Il DAE a scuola: dove, chi lo gestisce, come si mantiene

Avere il defibrillatore non basta: bisogna che sia trovabile, funzionante e conosciuto. Le tre regole che vediamo disattese più spesso nei sopralluoghi:

  1. Posizione. Raggiungibile in pochi secondi da palestra, cortile e mensa, cioè dai luoghi dove il rischio è più alto. Non in presidenza, non in un armadio chiuso a chiave. Segnalato con il cartello verde con il cuore e il fulmine, in una teca, a un'altezza accessibile anche a uno studente.
  2. Manutenzione. Piastre e batteria hanno una scadenza: qualcuno deve verificarle periodicamente e annotarlo. Un DAE con le piastre scadute può non funzionare nel momento in cui serve. Nominate un responsabile e mettete la verifica in calendario.
  3. Conoscenza. Tutto il personale, non solo gli addetti, deve sapere dov'è e che chiunque può usarlo. Il DAE guida con la voce: la paura di sbagliare è il vero ostacolo, e si supera solo avendolo maneggiato almeno una volta durante il corso.

Se la scuola ha più plessi, la domanda giusta non è «quanti DAE servono» ma «da ogni punto dell'istituto, in quanti secondi si raggiunge il più vicino». Se la risposta supera i due o tre minuti, serve un altro apparecchio.

Come si organizza il corso in istituto

Un corso di primo soccorso a scuola funziona quando non pesa sull'organizzazione. Per questo BasicLife lo porta direttamente in istituto, a Olbia e in tutta la Gallura, con manichini adulto, bambino e neonato e DAE didattico:

  1. Un sopralluogo o una telefonata per capire quante persone formare, in quali plessi, e se il DAE c'è già e dov'è.
  2. Personale: corso BLSD o PBLSD di 5 ore, in una giornata di programmazione o in due pomeriggi, in aula o in palestra. Attestato con numero identificativo, valido 24 mesi, poi retraining di 3 ore.
  3. Studenti: moduli di 2 ore per classe o per gruppi, calibrati sull'età, con attestato di partecipazione. Per le classi delle superiori, se richiesto, il percorso BLSD completo.
  4. Un promemoria delle scadenze: registriamo la data e avvisiamo la scuola quando si avvicina il rinnovo, così l'istituto resta coperto senza doverci pensare.

Gli istruttori sono le stesse persone che lavorano sui mezzi di soccorso: in aula portano i casi veri, che è quello che resta in mente a un ragazzo di quindici anni molto più di una slide. Se l'istituto ha bisogno anche degli addetti secondo il DM 388/2003, il percorso si integra con il corso di primo soccorso aziendale.

📌 Verifica se il tuo attestato è scaduto. Il personale già formato negli anni scorsi potrebbe avere il brevetto BLSD oltre i 24 mesi: mandaci su WhatsApp le date dei corsi e ti diciamo subito chi è in regola e chi va aggiornato, gratis, senza impegno. Oppure chiama il 320 119 2350.

Domande frequenti sul primo soccorso a scuola

Il corso di primo soccorso a scuola è obbligatorio?

Per il personale sì: ogni scuola è un luogo di lavoro e il D.Lgs. 81/2008 impone di designare e formare gli addetti al primo soccorso. Per gli studenti la legge 107/2015 prevede iniziative di formazione sulle tecniche di primo soccorso, senza un obbligo individuale. In pratica quasi tutti gli istituti lo inseriscono nel piano dell'offerta formativa o nell'educazione civica.

Da che età i ragazzi possono imparare la rianimazione?

Le linee guida internazionali del programma Kids Save Lives indicano i 12 anni come età ideale per iniziare, con due ore di pratica l'anno. Alla primaria si lavora sul riconoscere l'emergenza e chiamare il 112, alle medie e alle superiori si passa alle compressioni sul manichino e all'uso del DAE didattico.

Chi può usare il DAE a scuola se non ha fatto il corso?

Chiunque. La legge 116/2021 consente a qualsiasi persona di usare un defibrillatore semiautomatico in caso di emergenza, anche senza formazione, ed esclude la responsabilità per chi interviene in buona fede. Il corso serve a intervenire con sicurezza e senza perdere tempo, non è una condizione per poterlo usare.

Quanto dura un corso BLSD per il personale scolastico?

Il corso completo BLSD, o PBLSD per la versione pediatrica, dura 5 ore tra teoria e pratica su manichini adulto, bambino e neonato, con prova finale e attestato con numero identificativo. Il retraining, ogni 24 mesi, dura circa 3 ore.

Fate il corso direttamente a scuola?

Sì. BasicLife porta manichini e DAE didattico in istituto, in aula o in palestra, e organizza le sessioni per docenti, personale ATA e classi in date compatibili con l'attività scolastica, a Olbia e in tutta la Gallura.

Dove va posizionato il DAE in una scuola?

In un punto raggiungibile in pochi secondi da palestra, cortile e mensa, segnalato con il cartello verde, mai chiuso a chiave. Serve una teca, la verifica periodica di piastre e batteria, e tutto il personale deve sapere dov'è: un DAE che nessuno trova non serve.

Una giornata di corso, due anni di scuola coperta

Docenti, collaboratori e studenti formati nel vostro istituto, con manichini e DAE portati da noi. Raccontaci quanti siete e in quali plessi: ti proponiamo il calendario.

Fonti normative: D.Lgs. 81/2008 e DM 388/2003 · Legge 13 luglio 2015, n. 107, art. 1 comma 10 · Legge 4 agosto 2021, n. 116 · Programma Kids Save Lives, European Resuscitation Council.
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