Un trasporto sanitario riuscito si prepara il giorno prima, non la mattina stessa. Servono quattro cose: i documenti in una busta, la persona vestita comoda, il percorso in casa libero e le informazioni giuste date a chi viene a prendervi. Questa è la lista completa, divisa tra il giorno prima e la mattina stessa, così potete spuntarla man mano.
Ce l'ha insegnato l'esperienza: i ritardi e le complicazioni quasi mai dipendono dal viaggio. Dipendono da un foglio che non si trova, da un ascensore troppo stretto scoperto all'ultimo, da una persona non ancora vestita quando arriva l'equipaggio.
In questa guida:
Le informazioni date qui determinano il mezzo, il numero di operatori e il tempo previsto. Darle complete evita che arrivi una sedia dove serviva una barella:
Se non sapete quale mezzo serve, il criterio pratico è nella guida su come trasportare un anziano che non cammina.
La regola d'oro è essere pronti almeno mezz'ora prima dell'orario concordato: le operazioni di uscita richiedono sempre più tempo del previsto, e la fretta si trasmette al paziente.
| Categoria | Cosa |
|---|---|
| Documenti | Tessera sanitaria, documento d'identità, impegnativa o lettera di dimissione |
| Clinici | Elenco aggiornato dei farmaci, referti recenti, esami richiesti dal medico |
| Farmaci | Quelli della giornata, nelle confezioni originali |
| Comfort | Bottiglietta d'acqua se consentita, fazzoletti, un plaid leggero |
| Personale | Occhiali, apparecchio acustico, dentiera, tutto ciò che serve a comunicare |
| Se c'è attesa | Un cambio, presidi per l'incontinenza, qualcosa da leggere per l'accompagnatore |
Gli oggetti che aiutano a comunicare, come occhiali e apparecchio acustico, sono i più dimenticati e i più importanti: senza, il paziente arriva in ospedale isolato proprio nel momento in cui deve rispondere alle domande dei medici.
Il tratto più difficile di ogni trasporto sono i primi dieci metri, non la strada. Qualche accorgimento rende tutto più rapido e sicuro:
Se abitate a un piano alto senza ascensore, ditelo alla prenotazione: si affronta con la sedia saliscale elettrica a cingoli, ma va saputo prima per portare l'attrezzatura giusta.
È l'errore più frequente in assoluto. Si organizza l'andata con cura e si scopre a fine visita che nessuno ha pensato a come si torna a casa, magari alle sette di sera con una persona stanca.
Quando prenotate, chiarite subito se serve anche il rientro e se è previsto un tempo di attesa. Se l'orario di fine è incerto, come capita quasi sempre con visite ed esami, ditelo: si organizza con una fascia oraria approssimativa e si aggiusta con una telefonata quando sapete di essere pronti.
Dopo una visita o un esame la persona è più stanca dell'andata, a volte molto di più. Il ritorno va trattato come un secondo viaggio, non come un dettaglio.
ALPHA è un'organizzazione di volontariato di Olbia e opera in tutta la Gallura, da Arzachena a Tempio, da Palau a La Maddalena, con le tratte lunghe verso Sassari, Nuoro e Cagliari. Al telefono rispondiamo volentieri anche solo a domande di preparazione: quanto tempo serve, come vestirlo, cosa portare.
I trasporti sono svolti dai volontari e il servizio vive grazie ai contributi liberali di chi sceglie di sostenere l'associazione, che coprono le spese vive come carburante, manutenzione dei mezzi e dispositivi sanitari. Al primo contatto vi spieghiamo tutto con chiarezza, prima di ogni conferma.
Tessera sanitaria e documento di identità del paziente, la lettera di dimissione o l'impegnativa se il viaggio è verso una struttura, l'elenco aggiornato dei farmaci ed eventuali referti recenti. Conviene preparare tutto in una busta la sera prima, perché cercare un foglio all'ultimo momento è la causa più frequente di ritardo.
Con abiti comodi e larghi, facili da aprire, scarpe chiuse che non sfilano e uno strato in più rispetto a quello che sembra necessario, perché in barella o fermi in una sala d'attesa si sente freddo anche d'estate. Meglio evitare capi stretti, cinture rigide e gioielli.
Se la persona sta seduta o va trasportata distesa, il piano dell'abitazione e se c'è l'ascensore, il peso indicativo, la presenza di presidi come catetere o ossigeno, eventuale disorientamento, e se viaggia un accompagnatore. Sono le informazioni che determinano mezzo, numero di operatori e tempo necessario.
Almeno mezz'ora prima dell'orario concordato, con la persona già vestita, i documenti in una busta e il percorso libero. Le operazioni di uscita da casa richiedono più tempo di quanto si immagini, soprattutto se ci sono scale.
Dipende dall'esame: alcuni accertamenti richiedono il digiuno, altri no. È una domanda da fare al reparto o al centro che ha dato l'appuntamento, non a chi effettua il trasporto. Se non ci sono restrizioni, un pasto leggero e una bottiglietta d'acqua rendono il viaggio più tollerabile.
Quasi sempre sì. Un accompagnatore rassicura, conosce la storia clinica e può parlare con i sanitari all'arrivo. Diventa quasi indispensabile con persone disorientate o con demenza, per le quali un volto conosciuto è il fattore che più rende sereno lo spostamento.
Raccontaci dove dovete andare e come sta la persona: vi diciamo cosa preparare, quanto tempo serve e quale mezzo useremo. Attivi 24 ore su 24, tutti i giorni.
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